Libri di fisici editi da Di Renzo Editore

8.2.08

E’ in uscita un nuovo libro di Letokhov: Dalla Siberia alla Scienza Laser

Dalla Siberia alla Scienza Laser

Vladilen S. Letokhov

Di Renzo Editore

In questo libro Vladilen Letokhov, esperto di spettroscopia laser, racconta la sua esperienza personale nel corso degli ultimi cinquant’anni: un’esperienza che comprende l’iniziazione di nuovi trend scientifici e l’espansione di quelli già esistenti, visite ed esperienze di lavoro in molti laboratori, incontri con scienziati di molti paesi, invenzioni, esperimenti, teorie e persino attività amministrative. Un’esperienza diversa da quella dello scienziato tipico, che secondo l’autore potrà essere utile a tutti quei giovani interessati alla carriera scientifica.

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7.2.08

Il ritmo del tempo


Giornale di Astronomia, n. 4, dicembre 2007, pag. 59

di Giorgio G.C. Palumbo

(Igor D. Novikov, Il ritmo del tempo, Di Renzo Editore, 2006)

Illustre scienziato sovietico, ora trasferitosi in Danimarca, Igor Novikov racconta la sua storia, la storia dei suoi sogni scientifici, delle sue avventure. Novikov, fin da ragazzo, è affascinato dal concetto di tempo. Perché scorre solo in un verso, perché sempre alla stessa velocità, perché uguale per tutti? Attraverso gli studi della relatività, affascinato come molti fisici dalla mente e dalla personalità di Einstein, guidato da Zelmanov, il suo maestro durante gli anni di formazione, Novikov scopre che il tempo può anche scorrere nel verso opposto, che trascorre a velocità diverse a seconda dell’osservatore, ma questo, in teoria, diventa un effetto di sostanziale entità solo nelle vicinanze di un buco nero. Tutte queste meravigliose scoperte sul tempo Novikov le fa studiando le teorie della fisica moderna e le racconta con semplicità e lucidità esemplari. Ma sono concetti che vengono ormai spiegati in molti libri di divulgazione. Ciò che ho trovato di grande interesse, invece, sono i frammenti di vita che Novikov racconta, a partire dall’infanzia in uno sperduto villaggio dell’enorme Russia, allevato dalla nonna. Quanta strada ha dovuto fare quel ragazzino per arrivare a lavorare con Zeldowich, per essere scelto dall’Accademia delle Scienze dell’URSS come uno dei tre scienziati sovietici a ottenere il permesso per partecipare al Texas Simposium di Astrofisica Relativistica a New York nel 1967!

Novikov racconta i fatti senza fronzoli, con la stessa stringata precisione con cui parla della fisica del tempo. Le emozioni il lettore impara a coglierle procedendo con la lettura. L’amicizia con Kip Thorn, così solida da spingere quest’ultimo a sborsare una ingente somma per permettere all’amico Igor di sottoporsi a una delicata operazione chirurgica in America. Novikov candidamente commenta l’impressione ricevuta dall’incontro e dalla frequentazione dei maggiori scienziati sovietici e occidentali. la stima per Zeldowich e Sacharov, ma anche per Hawking e Wheeler traspare chiaramente, ma, come sempre, sotto tono. fra i tanti, solo il nome di un italiano che viene descritto come una macchietta.
Capolavoro di colori sfumati, di paesaggi nebbiosi, il racconto di Novikov non contiene accenni, né positivi né negativi, a riguardo del regime sovietico, duro e severo, in cui è cresciuto e nel quale, però, si è mosso bene, certo grazie alla sua scienza eccelsa, ma forse anche grazie a un atteggiamento di condivisione (ma questo Novikov non lo dice). Altrettanto assenti i commenti nei confronti del sistema opposto, quello occidentale, nel quale vive tuttora. Significativa comunque la scelta della Danimarca, invece degli USA, meta preferita di quasi tutti i suoi ex colleghi.

Interessante lettura, questo volume ci invoglia a saperne di più e ci lascia sperare che segua una autobiografia più approfondita e dettagliata, anche di esperienze personali. In fondo, tutti noi vorremmo sapere cosa veramente pensano questi “cervelli” dell’Est, formatisti in ambienti duri e spietati, ma estremamente favorevoli alle scienze fisiche e rispettosi della scienza in genere; in particolare, ora che hanno scelto di vivere nei nostri paesi dove, probabilmente, è più semplice la vita quotidiana e migliore il livello di benessere familiare, ma non c’è più quel privilegio che condividevano i membri della Akademika Nauka ai tempi del blocco tra i due fonti.


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6.2.08

Coerenza, Complessità, Creatività


Coerenza, Complessità, Creatività; F. Tito Arecchi

Di Renzo Editore

La scienza moderna estrae dettagli misurabili con misurazioni ripetibili che non lasciano adito a incertezze, ma questa collezione di misure non dà la “costruzione logica del mondo”. L’uomo è infatti un animale semiotico e cerca nell’esperienza dei significati globali, non del tutto ripetibili, ma dipendenti dal contesto, dalle condizioni ambientali di luce e suoni o dal nostro umore, aggiungendo, con operazioni di feedback, delle variabili ulteriori pescate dal proprio bagaglio di memorie. Con il resoconto della sua vita scientifica, Arecchi tende a mostrare come dalla fisica della coerenza e complessità si finisca con il formulare una fisica della cognizione, con un recupero dei significati globali al di là dei dettagli misurati dagli strumenti.

Fortunato Tito Arecchi è Professore ordinario di Fisica all’Università di Firenze. È stato inoltre Presidente dell’Istituto Nazionale di Ottica dal 1975 al 2000. I suoi maggiori contributi riguardano la scoperta dei fenomeni di ordine e caos nei laser e la loro descrizione mediante la statistica dei fotoni, di cui diede la prima evidenza nel 1965. Ha esplorato la complessità spazio-temporale di sistemi ottici e il controllo e la sincronizzazione di sistemi caotici, con applicazioni alle reti di neuroni. È Fellow della Optical Society of America e membro della Academie Internationale de Philosophie des Sciences, della Academia Europaea e del Comitato Scientifico per la Fisica dell’Istituto Solvay. Ha ricevuto numerosi premi internazionali.


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31.1.08

Mission Hubble

Dopo 18 anni in orbita, Hubble, il telescopio spaziale dedicato a Edwin Hubble, necessita di un "tagliando" e così una missione spaziale ad Agosto, partirà con lo scopo di far durare per altri 5 anni la sua vita. Francesco Paresce,(Tra razzi e telescopi - Di Renzo Editore) per molti anni responsabile ESA per Hubble, è stato intervistato da Radio Città del Capo (Radio Metropolitana) un'emittente Bolognese per saperne di più.

Alle domande poste dai Dj in studio elisabetta tola, marco malaspina e marco boscolo, il professor Paresce ha risposto con molta semplicità e senza far troppi giri di parole o usando termini tecnici, in modo da far capire l'importanza della missione anche ai meno esperti.

Diciotto anni in orbita sono tanti, molti, quasi troppi per qualsiasi apparecchiatura che dopo 4-5 anni cominciano a deteriorarsi, e la missione dovrà verificare il degrado delle batterie e del sistema di puntamento e riparare una camera e uno spettroscopio per l'ultravioletto, che per anni ci hanno regalato quelle fantastiche immagini che possiamo vedere andando sul sito ufficiale di Hubble.

Il telescopio spaziale, ha sempre incuriosito e affascinato tutto il mondo, e per Paresce il fatto è dato dalla sua affascinante storia e sopratutto perché è stato il primo grande telescopio ad essere mandato sopra l'atmosfera terrestre.

Il duro allenamento degli astronauti, dura molto tempo e le prove di riparazione del telescopio si effettuano tutte in acqua per simulare l'assenza di gravità. La missione durerà in tutto 10 giorni di cui 6 o 7 giorni interamente fuori, e dopo terminata la "cura" hubble potrà restare in orbita altri cinque anni, ma molto dipende da tantissimi fattori.

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16.1.08

Dyson: e se produrre CO2 fosse utile?

Si, avete capito bene. Bombardati da anni sui pericoli della sovraproduzione di CO2, c’è chi esce dal coro e si pone una domanda all’apparenza bizzarra ma sicuramente intrigante. Stiamo parlando dell’eminente scienziato Freeman Dyson, uno che è abituato da sempre a confrontarsi con i “numeri” avendo però una mente aperta alle possibili soluzioni dei problemi.
Ebbene, in un interessantissimo articolo apparso su La Stampa, Dyson dice testualmente: “I dogmi del riscaldamento globale devono essere sfidati: perché non contemplare l’ipotesi che l’anidride carbonica ci sia utile?” Certo, azzardare ipotesi non è facile, ma quando un uomo di scienza “sfida” i propri colleghi, allora le cose si fanno interessanti.
Arriviamo al nocciolo dell’articolo, che ci permettiamo di spezzettare ma che vi invitiamo a leggere interamente prima di eventuali commenti. Si tratta dei tre punti di “eresia massima” proposti da Dyson.

“Primo: se permettessimo all’anidride carbonica nell’atmosfera di aumentare ancora, arriveremmo ad avere un clima simile a quello di 6 mila anni fa, quando il Sahara era umido? Secondo: se potessimo scegliere tra il clima di oggi con il Sahara arido o quello di 6 mila anni fa con il Sahara umido, preferiremmo la situazione odierna? La mia terza eresia risponde «sì» alla prima domanda e «no» alla seconda. Il clima caldo di 6 mila anni fa sarebbe preferibile e l’aumento dell’anidride carbonica potrebbe aiutarci a ricrearlo.
Non dico che questa eresia sia vera, ma solo che non ci farebbe male pensarci. La biosfera è la cosa più complicata con cui l’uomo abbia a che fare. L’ecologia planetaria è ancora una scienza giovane e poco sviluppata: non mi stupisce che esperti onesti e bene informati non si trovino d’accordo sui fatti.
Un ribaltamento totale rispetto alle teorie proposte fin’ora. Premesso che riteniamo sia sempre bene un confronto sereno tra menti aperte a qualsiasi soluzione, sempre che siano ben argomentate speriamo che il dibattito tra scienziati, e perchè no, tra i lettori di Ecoblog, possa portare a ottimi risultati.

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6.12.07

Divertirsi con la ricerca

Luigi Lugiato

Viaggio curioso nell'ottica moderna

Di Renzo Editore

L’ottica moderna si è sviluppata in modo estremamente vivace. Ci fornisce una chiave per entrare nel mondo dei fenomeni non lineari, ove gli effetti non sono proporzionali alle cause, per cui ci sentiamo come Alice nel paese delle meraviglie. La paradossale caratteristica quantistica dell’entanglement, o correlazione a distanza, apre orizzonti innovativi nella scienza dell’informazione basandosi, per esempio, sulla possibilità di tele-trasportare lo stato fisico di un oggetto.
Luigi Lugiato, fisico noto per i suoi contributi allo studio dell’ottica quantistica e non lineare, ci racconta la sua avventura pionieristica in questa branca della scienza.

Luigi Lugiato insegna presso l’Università dell’Insubria di Como e coordina le attività dell’Unità di ricerca di Como del Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze fisiche della materia (Cnism). Ha ricevuto la Michelson Medal dell’Istituto Franklin di Filadelfia, la Lamb Medal e il Quantum Electronics Prize della Società Europea di Fisica. Nel 2007 è stato insignito del prestigioso premio Max Born della Optical Society of America.

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Complessità e altre storie


Complessità e altre storie

Luciano Pietronero

Di Renzo Editore

Ogni storia personale è un miscuglio di elementi ben identificabili e di fatti accidentali, un po’ come avviene nella dinamica caotica. Non è dunque semplice separare gli elementi essenziali da quelli marginali. Luciano Pietronero racconta, a quanti manifestano interesse per la scienza, la sua esperienza nell’università e nell’industria, in Italia e all’estero, in un libretto piacevole da leggere e ricco di spunti utili e stimolanti.

Luciano Pietronero è Ordinario di Fisica dei Solidi presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma “La Sapienza” e Direttore dell’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR. Autore di articoli e monografie sulle principali riviste scientifiche internazionali, si è occupato di ricerca di base e applicata, accademica e industriale.

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17.10.07

Quanto pesa il vuoto



L’espresso, anno LIII n. 31, 3 agosto 2007, pag. 109

di Piergiorgio Odifreddi


Per la maggior parte di noi, il vuoto è un luogo dove non c’è niente. Per i fisici quantistici, invece, il vuoto è un luogo dove c'è di tutto, come ci canta e ci suona Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica del 2004, in un bell’assolo su "La musica del vuoto" (Di Renzo Editore, pp. 89, euro 12). La domanda fondamentale alla quale lo scienziato risponde riguarda l'origine della materia ordinaria, che è naturalmente l'esatto contrario del vuoto: la sua sorprendente risposta è che essa, per il 90 per cento, emerge da una teoria idealizzata i cui ingredienti (quark e gluoni) sono completamente senza massa! A scanso di equivoci, questa emergenza della materia dal vuoto non è affatto una creazione dal nulla: con buona pace dei filosofi, infatti, le due parole non sono per niente sinonime. Più precisamente, la massa di particelle pesanti quali il protone e il neutrone si crea da energia pura secondo la formula di Einstein e le regole della Qcd, la cromodinamica quantistica che lo stesso Wilczek ha sviluppato da studente insieme al suo professore David Gross, vincitore con lui del premio Nobel. Come invece si formi la massa di particelle leggere quali l'elettrone è ancora un mistero, che attende per la sua soluzione il passo successivo alla Qcd. Nel frattempo, comunque, questa ha già permesso addirittura di riprodurre in laboratorio le condizioni del Big Bang, in eventi esplosivi che provocano palle di fuoco ad altissima temperatura che si espandono in maniera simile all'universo primordiale, lasciando tracce come quelle fotografate sulla copertina del libro, che ci dà un'idea di come dev’essere stato il fatidico momento del fiat lux.

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16.10.07

Tante domande, qualche risposta (da Coelum, settembre 2007)


Coelum, n. 110, ottobre 2007, pag. 71, Libri Ricevuti

Tante domande, qualche risposta


(Martin L. Perl, Tante domande, qualche risposta, Di Renzo Editore, 2006)


Da oltre cinquant’anni Martin Perl conduce ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle elementari, la scienza che studia la natura primaria della materia, dell’energia e delle forze e che è una parte integrante dell’astronomia. E questi cinquant’anni ce li racconta in questo libro, il primo di divulgazione di questo Premio Nobel per la fisica (per la scoperta del tau leptone, una delle più importanti particelle subatomiche). Ma la ricerca, dice Perl, è costellata di dubbi ed incertezze: per tante risposte formulate tante sono ancora le domande che si continua a porre e che le nuove conoscenza sollevano. In questo libro il fisico statunitense di origine polacca, con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile, ci illustra le risposte finora ottenute nel campo delle particelle elementari e il metodo in cui viene condotta la ricerca in questa branca della fisica.

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3.8.07

Il vuoto nell'atomo

L’Espresso
Anno LIII – Numero 31
03 Agosto 2007
sezione: Cultura pp. 109

La scienza
Quanto pesa il vuoto
di Piergiorgio Odifreddi

Per la maggior parte di noi, il vuoto è un luogo dove non c’è niente. Per i fisici quantistici, invece, il vuoto è un luogo dove c'è di tutto, come ci canta e ci suona Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica del 2004, in un bell’assolo su "La musica del vuoto" (Di Renzo Editore, pp. 89, euro 12). La domanda fondamentale alla quale lo scienziato risponde riguarda l'origine della materia ordinaria, che è naturalmente l'esatto contrario del vuoto: la sua sorprendente risposta è che essa, per il 90 per cento, emerge da una teoria idealizzata i cui ingredienti (quark e gluoni) sono completamente senza massa! A scanso di equivoci, questa emergenza della materia dal vuoto non è affatto una creazione dal nulla: con buona pace dei filosofi, infatti, le due parole non sono per niente sinonime. Più precisamente, la massa di particelle pesanti quali il protone e il neutrone si crea da energia pura secondo la formula di Einstein e le regole della Qcd, la cromodinamica quantistica che lo stesso Wilczek ha sviluppato da studente insieme al suo professore David Gross*, vincitore con lui del premio Nobel. Come invece si formi la massa di particelle leggere quali l'elettrone è ancora un mistero, che attende per la sua soluzione il passo successivo alla Qcd. Nel frattempo, comunque, questa ha già permesso addirittura di riprodurre in laboratorio le condizioni del Big Bang, in eventi esplosivi che provocano palle di fuoco ad altissima temperatura che si espandono in maniera simile all'universo primordiale, lasciando tracce come quelle fotografate sulla copertina del libro, che ci dà un'idea di come dev’essere stato il fatidico momento del fiat lux.

* David Gross – L’universo affascinante – Di Renzo Editore
Frank Wilczek – La musica del vuoto – Di Renzo Editore

24.6.07

Oltre i confini della Terra...

(Itis C. Rosatelli, 16 maggio 2007)

Itis C. Rosatelli di Rieti, mercoledì 16 maggio 2007, Progetto Lettura

Umberto Guidoni “atterrerà” al Celestino Rosatelli
Oltre i confini della Terra…
Un’avventura extraterrestre: scoprire stelle e pianeti
di Alessandro Serva
È stato da poco pubblicato un libro sull’esperienza nello spazio di un nostro connazionale, Umberto Guidoni, nella missione spaziale STS-100, a bordo dell’Endevour. Siamo stati così coinvolti da questo testo che abbiamo fissato, nell’Aula Magna della nostra scuola, un incontro con l’autore-protagonista che vi giungerà il 17 Maggio per raccontarci le sue emozioni e le sue esperienze di vita direttamente.La lettura è utilissima per capire che oltre i confini della Terra c’è molto da esplorare, poiché il nostro non è altro che un piccolo pianeta che ruota all’interno del Sistema Solare, che a sua volta è una piccolissima parte della nostra galassia.“Il giro del mondo in 80 minuti” (DI RENZO EDITORE), questo il titolo, è stato scritto per raccontare la propria passione per la fisica e l’astronomia da un uomo che è stato capace di realizzare il suo sogno: volare in orbita attorno alla Terra.Tutti noi, certamente, siamo stati affascinati dalla complessità e dalla bellezza dell’Universo e spesso abbiamo sognato di intraprendervi un viaggio, consapevoli però, di credere in un’utopia.Umberto Guidoni ha avuto la tenacia, la volontà e l’intraprendenza che gli hanno permesso di diventare un astronauta della NASA e di partecipare ad importanti missioni scientifiche. Il libro è un vero e proprio diario di bordo che, grazie alla presenza di alcune immagini fotografiche, descrive la vita e il soggiorno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.Viene quasi da sorridere leggendo le difficoltà incontrate da Guidoni nell’abituarsi a vivere in un ambiente completamente privo di gravità: l’assenza di peso che ne consegue fa sì che ogni oggetto debba essere assicurato alle pareti con il “ velcro”. È per lo stesso motivo che i liquidi, ad esempio, il caffè sono rinchiusi in contenitori da cui si bevono con una cannuccia.Ci si emoziona invece leggendo le pagine in cui si descrivono le fasi della partenza od osservando la foto di uno spettacolare tramonto in orbita caratterizzato dalla presenza di una sorta di luminescenza che circonda la Terra e che è causata dal decadimento degli atomi d’ossigeno i quali dopo essere stati eccitati dai raggi UV del Sole tornano al loro stato fondamentale.Si scopre inoltre che in orbita albe e tramonti si susseguono ogni novanta minuti, il tempo che lo “Space Shuttle” impiega per percorrere un’intera orbita intorno alla Terra. Inoltre a bordo della Stazione Spaziale si eseguono diversi esperimenti scientifici.Al termine d’ogni giornata spaziale si ha anche la possibilità di rilassarsi magari ascoltando musica e cercando di dormire in un sacco a pelo ancorato ad una cuccetta… Chissà cosa sognano questi guardiani della Terra mentre una nuova alba sorge su di loro?

16.4.07

David J. Gross




L'universo affascinante
La futura rivoluzione nella fisica


Pagine: 80 - Prezzo: € 9.50ISBN: 8883231546 - Anno di pubblicazione: 2006

DI RENZO EDITORE


Il progresso della scienza è molto più complicato e incerto di quanto sia descritto nei libri, soprattutto per la fisica teorica, perché la storia è scritta dai vincitori che spesso ignorano i molti sentieri alternativi che i ricercatori hanno percorso, le molte tesi errate che hanno seguito e le idee sbagliate che hanno coltivato, più ardui da comprendere e più facili da dimenticare. Leggendo la storia, raramente si può avere un’idea corretta della vera natura dei progressi scientifici: David J. Gross ci racconta tutto questo nell’incredibile parabola che lo ha portato alla scoperta della libertà asintotica nella cromodinamica quantistica.
David J. Gross (1941-) direttore del Kavli Institute for Theoretical Physics dell’Università della California, ha vinto nel 2004 il Premio Nobel per la Fisica per le sue ricerche sulla libertà asintotica nella cromodinamica quantistica.

13.4.07

La rivoluzione del Quark

Corriere della Sera, giovedì 12 aprile 2007, Pag. 49

di Edoardo Boncinelli

Se c'è un termine tecnico, squisitamente tecnico, che è entrato nel nostro lessico quotidiano, questo è «quark». Grazie a una fortunata serie di trasmissioni televisive, tutti sanno che esistono i quark. Ma che cosa è un quark? E un componente essenziale della materia ordinaria. I protoni e i neutroni presenti nel nucleo di ogni elemento chimico, e che costituiscono quindi la gran parte della materia dell'universo, sono fatti di quark: per la precisione ciascuno di loro è fatto di tre quark. Intorno al nucleo «girano» poi gli elettroni. Tutta la materia è costituita essenzialmente di quark e di elettroni.
Gli elettroni li conosciamo da un secolo e possiamo dire di aver imparato su di loro un bel numero di cose, per quanto stravaganti ci possano essere apparse in un primo momento. Col tempo gli elettroni ci sono diventati familiari. Non così i quark. Nati come semplice ipotesi di lavoro una quarantina di anni fa, hanno acquistato con il passare del tempo un volto sempre più definito, ma hanno sfidato e sfidano ancora la nostra capacità di comprensione. Hanno alcune proprietà in comune con gli elettroni, ma presentano anche grandi differenze.

Una di queste è che si attraggono reciprocamente con più forza quando sono lontani che quando sono vicini. Come se il Sole attraesse con più forza, molta più forza, il lontanissimo Plutone che Mercurio o la Terra che si trovano tanto più vicini. O come se un 'onda radio si facesse sentire di più a grandi distanze che nelle vicinanze della sorgente. Tutte le altre forze che conosciamo si indeboliscono a mano a mano che cresce la distanza. Quella che tiene insieme i quark, chiamata forza «nucleare forte», si comporta proprio all’incontrario: fortissima a grande distanza e debolissima a breve distanza.
Questa curiosa proprietà dei quark e della loro attrazione reciproca dà luogo a due fenomeni concomitanti che hanno profondamente stupito i fisici di questi decenni. Si tratta dei fenomeni complementari del «confinamento» dei quark e della loro cosiddetta «libertà assintotica». Con il primo termine si indica il fatto che nessuno ha mai osservato un quark isolato. Questi vanno molto spesso a gruppi di tre, per costituire appunto protoni o neutroni, e comunque non girano
mai da soli. Sono, per cosi dire, confinati. Ogni volta che si volessero allontanare vengono «richiamati alla base» da forze potentissime dalle quali non possono scappare. Quando però si trovano vicinissimi tra di loro, come all'interno di un protone, sembrano quasi ignorarsi. Si attraggono reciprocamente infatti con una forza debolissima. Fino al punto di poter essere considerati quasi liberi. E completamente liberi sarebbero se si trovassero a distanza infinitamente piccola. Le due proprietà ce li fanno assomigliare ad amanti distratti ma inseparabili: non possono stare l'uno lontano dall' altro, ma quando stanno vicini quasi si ignorano.

Queste sono solo alcune delle stranezze del mondo delle particelle subnucleari, per le quali nonostante tutto possediamo una teoria generale che prende il nome altisonante e un po' misterioso di cromodinamica quantistica, parola abbreviata come Qcd. Dietro queste scoperte e queste teorie ci sono uomini e donne che non solo riescono a maneggiare con disinvoltura concetti tanto astratti ma addirittura a concepirne di nuovi e sempre più rivoluzionari. Due di questi scienziati si sono adesso raccontati in due piccole autobiografie uscite nella serie «Dialoghi» dell'editore Di Renzo. Si tratta di due scienziati che hanno vinto il Premio Nobel per la Fisica molto di recente, nel 2004, proprio per le ricerche sui quark e le loro stranezze. I due libri in questione sono La Musica del vuoto di Frank Wilczek e L'universo affascinante di David Gross.

Frank Wilczek, di mamma italiana (originaria di Sant'Anaelo dei Lombardi, in provincia di Avellino) e di padre polacco, è il più giovane dei due ed è stato per qua1che tempo allievo dell'altro. Autore poliedrico, ha scritto un magnifico libro non ancora tradotto in Italia intitolato Fantastic Realities, realtà fantastiche, dove affronta i temi propri delle scoperte, ma non solo. Come a molti fisici, a Wilczek piace scherzare e stupire, trattando spesso gli argomenti più complessi con tono scanzonato se non iconoclastico. In questo libretto autobiografico ci parla della natura del vuoto, come preannunciato nel titolo, e dell'origine della massa esistente nell'universo. Più sistematico e sobrio, David Gross, che ho avuto modo di conoscere personalmente, racconta la propria vita dedicata allo studio di questi strani oggetti fisici e ci fornisce una trattazione essenziale ma accessibile della moderna teoria delle particelle, cercando di prefigurare quella che sarà «La futura rivoluzione nella fisica». come recita il sottotitolo del libretto. Due letture affascinanti.

La Musica del vuoto - Frank Wilczek – Di Renzo Editore
L'universo affascinante - David Gross – Di Renzo Editore

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7.3.07

Orazio Svelto parla di laser


Orazio Svelto
Il fascino sottile del laser

DI RENZO EDITORE

“A oltre quarant’anni di distanza dalla sua invenzione, il laser continua a creare intorno a sé un’atmosfera mista di curiosità e meraviglia. La curiosità è essenzialmente alimentata dal fatto che nuovi tipi di laser vengono ancora oggi inventati e nuove, affascinanti, persino impensabili applicazioni vengono continuamente introdotte. Il senso di meraviglia, cui non si sottrae anche il lettore meno informato, deriva soprattutto dal carattere pervasivo del laser: non esiste infatti campo della scienza e della tecnica che non sia stato influenzato, a volte in maniera rivoluzionaria, da questa invenzione.”
Orazio Svelto, professore ordinario di Fisica della Materia al Politecnico di Milano e Responsabile dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR di Milano, ha al suo attivo oltre 200 lavori pubblicati su prestigiose riviste internazionali nei settori dei laser, dell’elettronica quantistica e della fotonica. Ha sviluppato invenzioni nei settori della generazione di impulsi di luce laser, delle applicazioni dei laser in medicina e biologia e della generazione di fasci laser. Per i risultati conseguiti, ha ricevuto parecchi premi o riconoscimenti fra cui il Quantum Electronics Prize della Società Europea di Fisica.

Francesco Paresce e i suoi razzi e telescopi


Francesco Paresce
Tra razzi e telescopi

DI RENZO EDITORE

La scienza tende continuamente alla ricerca di spiegazioni sempre migliori, più esaustive, e di una modalità interpretativa dei fenomeni realmente efficace. È questa l’opinione di Francesco Paresce il quale, con ironia e semplicità, qui ripercorre le tappe del suo itinerario scientifico, dei suoi studi e delle sue straordinarie conquiste.
Deciso a non sfruttare il suo legame di parentela con Guglielmo Marconi, suo nonno, Paresce ha affermato la volontà di farsi strada appellandosi unicamente alle proprie forze, risorse e caratteristiche psicologiche.
Umile e tenace, Paresce narra al lettore il suo vissuto di uomo, ancor prima che di scienziato, dinanzi alle meravigliose conquiste dell’Astrofisica, di cui egli ha saputo rendersi pioniere e divulgatore.
Francesco Paresce, fisico e astronomo, ha ricoperto incarichi di ricerca nel settore dell’Astro-nomia presso università statunitensi, italiane, l’Agenzia Spaziale Europea e l’European Southern Observatory (ESO). Dal 1991 al 1993 è stato astronomo straordinario presso l’Osservatorio di Torino. Responsabile Scientifico del Very Large Telescope Interferometer dell’ESO a Garching, è consigliere di amministrazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Presidente della Marconi Society presso la Columbia University di New York. Autore di oltre 150 articoli scientifici ampiamente divulgati e pubblicati da molte riviste specializzate, ha ricevuto diversi premi dalla NASA.

I fisici divulgatori di se stessi

I fisici si raccontano

di Umberto Bottazzini
Quattro scienziati della materia: Parisi, Gross, Gates, Perl. Storie diverse, accomunate dalle difficoltà di fare ricerca. “Tante domande, qualche risposta”

Sono preziosi i volumetti della collana “Dialoghi” che l’editore Di Renzo manda con assiduità in libreria. Dialoghi con protagonisti della scienza, che raccontano la loro storia e la storia delle loro scoperte. In questi ultimi tempi sono apparse biografie e interviste con fisici.
Le storie individuali sono naturalmente diverse. James Gates racconta le difficoltà ad affermarsi di un giovane afro-americano, ammesso a studiare al Mit in un periodo, gli anni Sessanta, in cui ancora gli abitanti di Boston manifestavano esplicitamente la loro intolleranza razziale. Completamente diversa è la biografia di David Gross premio Nobel per la fisica nel 2004. Figlio di genitori ebrei, Gross ha trascorso l’infanzia a Arlington, vicino a Washington. Il padre, impiegato nella pubblica amministrazione, perse il lavoro nel 1952, dopo la sconfitta dei democratici e l’elezione di Eisenhower. Fu trasferito in Israele, dove David trascorse l’adolescenza, prima di iscriversi a Harvard, quando la famiglia ritornò negli Stati Uniti. Di famigli a ebraica è anche Martin Perl, premio Nobel per la fisica nel 1995. Cresciuto a Brooklyn, negli anni Quaranta studia ingegneria chimica e, dopo qualche esperienza di lavoro, nel 1950 si iscrive a un dottorato in fisica alla Columbia University di New York dove comincia la sua carriera di fisico sperimentale.
Più familiare per il lettore italiano è l’esperienza di Giorgio Parisi, uno dei grandi fisici teorici del nostro Paese. Formatosi all’Università di Roma, dopo un periodo trascorso alla Columbia a New York, decide di tornare in Italia, “anche se avevo ricevuto molte offerte allettanti all’estero e non mi sono mai pentito di questa decisione”.
Quello che accomuna le loro storie è la passione per la ricerca, per le sfide sempre nuove che pone lo sviluppo della conoscenza scientifica. “La natura cela i suoi segreti”, afferma David Gross, ed “è molto più astuta di quanto non lo siamo noi”. Nella scienza ci sono “tante domande, qualche risposta”, dice Perl. Invece, osserva James Gates, “molti sistemi di credenza partono dall’assunto che la risposta è già nota. Nella scienza, è esattamente l’opposto: prendiamo le mosse ammettendo di non conoscere la risposta”. Insomma, si procede come nella storiella dell’ubriaco, che cerca una chiave sotto un lampione anche se non è sicuro di averla persa lì, ma è lì che c’è la luce. “Gli scienziati fanno le cose che riescono a fare”, spiega Parisi. “Quando si accorgono di disporre dei mezzi per studiare qualcosa che fino a quel momento era stato trascurato, allora s’impegnano per quella strada”.
“L’arte della fisica” coltivata da Gates, da Gross e da Parisi si svolge sul terreno teorico, dove la matematica gioca un ruolo decisivo. Tuttavia, non c’è bisogno di essere un genio in matematica. Le teorie e le congetture della scienza son in ultima analisi soggette alla domanda: sono state verificate in laboratorio? Esistono delle evidenze che le confermano? “Io ho una buona conoscenza della matematica – dice Martin Perl – ma non sono un matematico geniale, così sono diventato uno sperimentatore”. Qual è il segreto del successo? “Devi solo avere una volontà di scoprire cose nuove sulla natura, e avere la forza di continuare a lavorare su un esperimento anche e soprattutto quando nessuno conosce la risposta che se ne può ottenere. La gioia più grande è sapere di essere il primo ad aver trovato quella risposta”. Una gioia, quella della scoperta, che ogni giovane studente che si avvia agli studi scientifici spera un giorno di provare.

- James Gates Jr., “L’arte della fisica. Stringhe, superstringhe, teoria unificata dei campi”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 90, € 10,50;
- David J. Gross, “L’universo affascinante. La futura rivoluzione della fisica”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 76, € 9,50;
- Giorgio Parisi “La chiave, la luce e l’ubriaco. Come si muove una ricerca scientifica”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 76, € 10,00;
- Martin Perl, “Tante domande, qualche risposta. Cinquant’anni di fisica delle particelle elementari”, Di Renzo Editore, Roma, pagg. 98, € 11,00.

Indagine sulla natura della materia


Frank Wilczek
La musica del vuoto


DI RENZO EDITORE

I pattern delle onde che descrivono i protoni, i neutroni e tutti i loro parenti ricordano le vibrazioni di strumenti musicali, e in effetti le equazioni matematiche che governano questi due domini, superficialmente molto diversi, sono in realtà molto simili. Quest’analogia musicale risale alla preistoria della scienza: già Pitagora scoprì che le note armoniose sono quelle suonate da corde le cui lunghezze sono in una semplice relazione numerica, mentre Keplero trascorse anni in tediosi calcoli ed erronee ipotesi alla ricerca dell’armonia nascosta dell’universo.
Wilczek riprende questa metafora nella descrizione della realtà delle masse parlando di “musica del vuoto”, moderna espressione dell’antica, inafferrabile e mistica musica delle sfere.
Frank Wilczek, fisico teorico statunitense con madre italiana, insegna a Harvard e ha vinto, nel 2004, il Premio Nobel per la fisica per la scoperta riguardante la libertà asintotica in cromodinamica quantistica, che ha permesso di completare il quadro nel panorama del modello standard.

20.2.07

Addio a Olivier Costa de Beauregard



Il fisico e filosofo francese Olivier Costa de Beauregard, teorico della sintropia, è morto in un ospedale di Parigi all´età di 95 anni.
Allievo del matematico premio Nobel Louis de Broglie, nel cui laboratori scientifici entrò nel 1940, lo scienziato Beauregard consacrò i suoi studi iniziali ai differenti aspetti della teoria della relatività e della meccanica quantistica. Nel corso di una prestigiosa carriera accademica ha prodotto originali contributi sul tempo e le origini dell´universo, concentrandosi sulla sintropia, una teoria unitaria della fisica, della biologia e della chimica. Beauregard ha illustrato la sua teoria in una decina di volumi, tra cui spiccano Il corpo sottile dell´evanescente realtà e Irreversibilità. Entropia, informazione. Il secondo principio della scienza del tempo, tradotti in sedici lingue e in italiano pubblicati da Di Renzo Editore. Olivier Costa de Beauregard è stato a lungo direttore del Cnrs, il Consiglio nazionale delle ricerche in Francia, ed ha pubblicato numerosi articoli, contributi e volumi collettivi, enciclopedie e libri, in francese, in inglese e anche in italiano. Ha individuato, contemporaneamente al matematico italiano Luigi Fantappiè, il concetto di sintropia.

28.1.07

Giuliano Toraldo di Francia

Giuliano Toraldo di Francia
In fin dei conti

Pagine: 72 - Prezzo: € 8.26
ISBN: 8886044666 - Anno di pubblicazione: 1997

DI RENZO EDITORE

Nel ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, Giuliano Toraldo di Francia, professore emerito di Fisica superiore all’Università di Firenze, illustra, con un linguaggio semplice e rigoroso, le acquisizioni scientifiche che hanno caratterizzato, negli ultimi anni, la filosofia della scienza, la storia dell’uomo e infine la psicoanalisi.

Strutture archetipali


Leonardo Chiatti
Le strutture archetipali del mondo fisico
Verso una nuova cosmologia

Pagine: 440 - Prezzo: € 20.00
ISBN: 888323135X - Anno di pubblicazione: 2005

Di Renzo Editore

Nella visione cosmologica tradizionale il mondo era visto come aspetto manifesto di un vasto insieme di processi “occulti”, identificati generalmente nelle attività degli dei e dei dèmoni costruttori della manifestazione stessa. L’avvento della rivoluzione scientifica ha coinciso con una scelta epistemologica di eliminazione delle entità e dei processi occulti, e di riduzione della spiegazione scientifica alla connessione di fatti osservabili con altri fatti, pure osservabili, già noti. Una tale scelta, innovativa e positiva, ha condotto però a una cosmologia scientifica che ignora completamente le dimensioni sincroniche del mondo. Così la cosmologia moderna (da Einstein e Lemaitre in avanti) è una cosmologia esclusivamente diacronica che tratta la sola evoluzione temporale dei processi.
In questa esposizione, rivolta agli specialisti, si dimostra come una reintroduzione delle dimensioni sincroniche nel pensiero fisico attuale possa contribuire a risolvere in maniera assolutamente naturale numerosi problemi di ricerca attuale nei domini della meccanica quantistica, della cosmologia, della origine della coscienza e dello psichismo.
Leonardo Chiatti è direttore del Laboratorio di Fisica Medica della ASL di Viterbo, docente di scienze fisiche presso l’Università La Sapienza di Roma (sede di Viterbo) e autore di diverse pubblicazioni su riviste specializzate nei campi trattati in questo libro. Attualmente sta lavorando a un’esposizione moderna della Teoria della Relatività Proiettiva di Fantappié e Arcidiacono.